Osservatorio dei Laici nell'Ordinamento Giudiziario

Chi siamo

L’Osservatorio dei Laici nell’Ordinamento Giudiziario è un organismo informale impegnato nello studio, nella promozione, nello sviluppo e nel coordinamento delle attività della componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari presso i singoli Distretti di Corte d’Appello

L’Osservatorio raccoglie e valorizza le esperienze di tutti i membri laici al fine di incoraggiarne il dialogo, facilitare lo scambio di informazioni e favorire la circolazione di opinioni, in un’ottica di facilitazione e di maggior incidenza del lavoro e delle iniziative della componente non togata.

 

Grazie a riunioni periodiche e all’annuale adunanza plenaria, l’Osservatorio condivide gli esiti della propria attività sia con le componenti laiche del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari sia con il Consiglio Nazionale Forense e i singoli Consigli dell’Ordine.

I promotori

L’insieme delle norme che regolano la costituzione e il funzionamento degli organi siamo noi stessi.

Gli italiani, la Giustizia e i giudici

AstraRicerche ha realizzato per l’Osservatorio dei Laici nell’Ordinamento Giudiziario un’indagine volta ad approfondire conoscenza, esperienza diretta e opinioni in merito all’amministrazione della Giustizia in Italia, con particolare approfondimento sull’operato di giudici e avvocati. La ricerca è stata realizzata nel novembre 2023 mediante 1001 interviste on line a 18-70enni residenti in Italia.

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News

Chi valuta i giudici?

Video integrale conferenza stampa alla Camera dei deputati “Chi valuta i giudici? L’opinione degli italiani e dell’Osservatorio dei Laici nell’Ordinamento Giudiziario”

  • L’opinione degli italiani in una indagine AstraRicerche.
  • Presentazione dell’Osservatorio dei Laici nell’Ordinamento Giudiziario
  • Valutazioni sullo Schema di decreto legislativo in materia di riforma ordinamentale della magistratura.

Roma, 16 gennaio 2024.

Presso la Sala Conferenze della Camera dei Deputati, è stato presentato oggi alla Stampa l’Osservatorio dei Laici nell’Ordinamento Giudiziario, un organismo informale impegnato nello studio, nella promozione, nello sviluppo e nel coordinamento delle attività della componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari presso i singoli Distretti di Corte d’Appello.

“Con la creazione di questo organismo – ha sottolineato l’Avv. Pier Filippo Giuggioli, coordinatore dei promotori dell’Osservatorio – vogliamo raccogliere e valorizzare le esperienze di tutti i membri laici al fine di incoraggiarne il dialogo, facilitare lo scambio di informazioni e favorire la circolazione di opinioni, in un’ottica di facilitazione e di maggior incidenza del lavoro e delle iniziative della componente non togata”.

Alla presenza di componenti della Commissione Giustizia della Camera – che sta esaminando lo Schema di decreto legislativo in materia di riforma ordinamentale della magistratura – sono state evidenziate le preoccupazioni dell’Osservatorio circa l’esercizio in concreto dei nuovi poteri assegnati dalla riforma agli avvocati (cioè quello di esprimere un voto in sede di valutazione di professionalità del singolo magistrato sulla base di segnalazioni giunte all’Ordine degli Avvocati di riferimento). In particolare, è stata espressa forte apprensione per la totale assenza di previsioni circa le modalità con cui devono essere trattati (ai sensi della normativa sulla privacy) i dati relativi ai magistrati per cui è giunta una segnalazione e – soprattutto – per le ricadute sui cittadini sottoposti a giudizio, in assenza di un meccanismo che eviti che il magistrato segnalato decida procedimenti ove l’avvocato segnalante sia un difensore.

Un’indagine su Gli italiani, la Giustizia e i giudici

La Conferenza Stampa di presentazione è stata occasione per illustrare i risultati di Gli italiani, la Giustizia e i giudici, un’indagine che AstraRicerche ha realizzato in esclusiva per l’Osservatorio dei Laici nell’Ordinamento Giudiziario volta ad approfondire conoscenza, esperienza diretta e opinioni in merito all’amministrazione della Giustizia in Italia, con particolare approfondimento sull’operato di giudici e avvocati. La ricerca è stata realizzata nel novembre 2023 mediante 1001 interviste on line a 18-70enni residenti in Italia.

Tra conferme e qualche nuovo aspetto, i principali risultati dell’indagine sono stati presentati da Cosimo Finzi, Direttore di AstraRicerche. In particolare, si segnala:

  • Il livello di fiducia degli italiani negli amministratori della Giustizia è assai contenuto. Meno di un terzo esprime un voto alto (8-10/10) all’operato di giudici del processo civile e giudici di pace (32,9%), come a quello dei giudici del processo penale (32,0%), di Pubblici Ministeri (32,0%) e pure di avvocati (29,9%). Il voto migliora all’aumentare del livello di conoscenza della figura, ma rimane l’evidenza di un livello di fiducia molto limitato.
  • L’esperienza diretta con l’amministrazione della Giustizia in Italia avviene in genere tramite la figura dell’avvocato. Il 75% degli intervistati ha avuto contatti diretti (personali o per motivi relativi a familiari, amici, conoscenti stretti) almeno una volta (il 18,4% molte volte) con un avvocato mentre, almeno una volta il 47,1% degli intervistati ha avuto a che fare con un giudice del processo civile o di pace, con i giudici del processo penale (31,9%) e i Pubblici Ministeri (30,3%).
  • Se dovesse capitare di essere chiamati in giudizio, per un fatto per il quale si ritiene di avere ragione, la fiducia riposta nella Giustizia italiana è bassa. Hanno molta/abbastanza fiducia solo poco più di un intervistato su tre (37,8%), il 34,9% si fida così così e ben il 27,4% ha poca/nulla fiducia nella Giustizia italiana: si tratta in particolare delle donne 55-70enni (42%) e delle 35-44enni (35%). In tale situazione, gli italiani si fidano assai più del proprio avvocato (il 61% molto o abbastanza) che delle Leggi che determinano cosa è lecito e cosa non lo è, e determinano come vengono puniti gli illeciti (39,7%) o dei giudici da cui si deve essere giudicati (39,4%).
  • La valutazione che emerge circa l’esercizio della professione da parte dei giudici è complessivamente non positiva. L’operato di 4 giudici su 5 è valutato positivamente solo dal 18,2% degli intervistati mentre ben il 25,8% ritiene che la valutazione positiva non superi la soglia di 1 giudice su 3.

Chi valuta i giudici?

  • L’opinione dominante è che l’operato dei giudici sia sottoposto alla valutazione e al controllo da parte di soggetti preposti. Solo il 12,3% ritiene che nessun soggetto effettui tale controllo, ma circa un intervistato su tre indica quale soggetto preposto al controllo e alla valutazione dell’operato dei giudici la Corte Costituzionale (31,9%) oppure altri magistrati/giudici, una loro associazione, un loro organo rappresentativo (31,2%).
  • Il 79,1% degli intervistati afferma di aver già sentito nominare il CSM: il 35,9% ne conosce anche il suo ruolo di monitoraggio e valutazione dell’attività dei magistrati. Vi è però un intervistato su cinque che non conosce nemmeno l’esistenza del CSM.
  • Il campione ritiene (molto o abbastanza) che il CSM sia fondamentale per garantire l’indipendenza della magistratura (50,6%). Ma un gran parte del campione ritiene anche che il CSM sia in conflitto di interessi perché i giudici sono valutati da altri giudici (48,8%) e che la composizione non ne garantisca l’indipendenza dalla politica (47,7%).
  • Il campione intervistato riterrebbe quindi corretto che la valutazione dei giudici fosse fatta con la partecipazione/il voto in primo luogo dei cittadini, attraverso propri comitati creati appositamente (42,3%, dunque molto più partecipi rispetto a quanto non si ritiene sia oggi, con il dato fermo al 10,7%), poi di altri magistrati/giudici, una loro associazione, un loro organo rappresentativo (34,4%, quasi parimenti a quanto si ritiene sia oggi 31,2%). Si auspica infine la partecipazione di avvocati molto più di quanto non si ritenga avvenga oggi (28,2% vs oggi al 5,8%).

Composizione e attività dell’Osservatorio

“Credo sia importante comprendere quale sia la percezione che i cittadini hanno del mondo giustizia. Il 61% di fiducia nei riguardi degli avvocati mi fa ben sperare su quanto il sia compreso il nostro ruolo sociale di difensori dei diritti. – così il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano e Tesoriere dell’Organismo Congressuale Forense, l’avv. Antonino La Lumia. – Come istituzioni il nostro compito ritengo sia quello di custodire e continuare a costruire il rapporto di fiducia con i cittadini, assumendo il ruolo di traduttori di un mondo così complesso qual è quello della giustizia e insieme di interpreti del bisogno di difesa dei cittadini.”

Grazie a riunioni periodiche e all’annuale adunanza plenaria, l’Osservatorio condivide gli esiti della propria attività sia con le componenti laiche del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari sia con il Consiglio Nazionale Forense e i singoli Consigli dell’Ordine.

Insieme all’Avv. Pier Filippo Giuggioli, Professore di Diritto privato comparato, tra i promotori dell’Osservatorio si segnalano i componenti dei Consigli Giudiziari dei maggiori Distretti di Corte di Appello d’Italia: gli Avvocati Maria Giuseppina Barbera (Milano), Lucio Cricrì (Napoli), Ilaria Criscuolo (Napoli), Carmine Freda (Napoli), Vincenzo Galassi (Roma), Grazia Maria Gentile (Roma), Roberto Ianco (Milano), Corrado Limentani (Milano), Sergio Martelli (Milano), Giacomo Mignano (Roma), Mario Pinchera (Roma) e Massimo Sciaudone (Napoli).

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Documenti

Normativa di riferimento

Il documento ospita le principali norme che disciplinano l’ordinamento giuridico. I provvedimenti sono riportati in ordine cronologico; le modifiche intervenute successivamente alla data di promulgazione o di emanazione sono inserite nel testo.

Singoli provvedimenti elencati
Regio Decreto 30 gennaio 1941 n. 12
Legge 24 marzo 1958 n. 195
d.P.R. 16 settembre 1958 n. 916
Legge 28 marzo 2002 n. 44
Legge 25 luglio 2005 n. 150
Decreto legislativo 27 gennaio 2006 n. 25
Decreto Legislativo 23 febbraio 2006 n. 109
Legge 24 ottobre 2006 n. 269
Legge 30 luglio 2007 n. 111
Decreto Legislativo 28 febbraio 2008 n. 35
Legge 17 giugno 2022 n. 71

Contatti

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